Hic Manebimus Optime

Ci sono mille ragioni per cui un povero cristo comincia a scrivere.
Queste sono le mie.

Ovvero Andrea ha delle ragioni che la ragione non sa comprendere.

Perché c’è qualcosa peggiore della morte.

Volevo scriverne. Poi ho visto la foto del padre di quella ragazza morta. Piangeva, disperato, come si piange quando la tua vita è finita ma sei condannato a qualcosa di peggio della morte: sei condannato a vivere. Ho pensato che si diranno migliaia di parole e che ci sono centinaia di persone che meglio di me conoscono la storia, la politica e la grammatica. Ho pensato che ci sarà qualcuno che scriverà cose bellissime e che ci faranno commuovere ed io le leggerò, ammirato. Tutti leggeremo e rifletteremo a lungo. Poi ho anche pensato che a suo padre tutto questo non interessa, che non ci sono né mai ci saranno parole che potranno coprire quel dolore. Fossi il poeta più grande di tutti i tempi, potessi scrivere la mia più grande poesia, non riuscirei mai a cancellare dagli occhi di un papà l’immagine di quella figlia che non è potuta diventare grande.
Per questo preferisco leggere e se ne ho la forza, meditare. 
Per questo mentre intorno c’è, come sempre e come probabilmente è anche giusto, un gran rumore,
Io preferisco il silenzio.

Cara catastrofe.

“Sventoleremo le nostre radiografie per non fraintenderci 
ci disegneremo addosso dei giubbotti antiproiettili 
costruiremo dei monumenti assurdi per i nostri amici scomparsi 
e vieni a vedere l’avanzata dei deserti, tutte le sere a bere 
per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge 
vedrai che scopriremo delle altre americhe io e te 
che licenzieranno altra gente dal call center 
che ci fregano sempre 
cara catastrofe, le impronte digitali e di notte le pattuglie che inseguono le falene 
le comete come te 
tra le lettere d’amore scritte a computer 
che poi ci metteremo a tremare come la california, amore 
nelle nostre camere separate 
ad inchiodare stelle 
a dichiarare guerre 
a scrivere sui muri che mi pensi raramente 
che ci fregano sempre 
e per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge 
adesso che sei forte che se piangi ti si arrugginiscono le guance 
e per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge 
adesso che sei forte che se piangi ti si arrugginiscono le guance 
ti si arrugginiscono le guance” 



Dovrei prendere il sole.

Prendere te ed andare al mare.

E non tornare, fino a quando non è notte.

E rimanere, poi, perché ho deciso di restare.

Le 10 tipe peggiori che tu possa mai sperare di incontrare.

Sono uno spirito libero. Esco da una storia complicata. 

Come hai detto che ti chiami? Sei carino. Ti amo.

Studio psicologia, ti faccio un esame di realtà, vediamo se lo superi.

Faccio la P.R.

Studio Cim, voglio fare la pubblicitaria.

Faccio la pazza alle feste.

Il mio ex mi portava sempre fuori a cena.

Non mi porti mai da H&M. Non mi accompagni mai da Zara.

I tuoi amici sono dei coglioni… Ah, stasera vado a vedere uno spogliarello con le mie amiche per l’addio al nubilato della Patty.

- È carina la nuova ragazza di Tizio…
- Chi? Quella troia?

Non credo a nessuno finché non ho capito tutto da me.

—Albert Einstein (via justmyfuckingbrain)

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