December 2011
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Faccio progetti.
Asspetti sempre qualcosa.
La fine di un film, di una storia, di un anno.
La cosa migliore del non averti più è svegliarmi al mattino.
Ancora adesso quando i miei polmoni si riempiono d’aria dopo l’apnea,
mi sorprendo, sorrido. Mi riaddormento.
Ettolitri di bile che ho ricacciato giù,
i litigi, le corse, le notti in bianco ed i giorni in nero,
la voglia di andare, il non...
Le undici cose che non senti più dire dal 1989.
1. Hey, domani pomeriggio mi presti il tuo “Foxhound” che devo andare in disco?
2. A Natale mi faccio regalare le timberland da mio zio che le prende in America a prezzo scontato.
3. Io prendo un “Big burghy” con patate medie.
4. Te ce l’hai lo stereo con la doppia cassetta per registrare?
5. (A scuola) Di chi è questo?
6. C’hai una microfina anche per me?...
Le ho detto ciao.
“Questo l’ho fatto per te”.
Non le avevo mai parlato, non sapevo nemmeno il suo nome.
“Per me?”
In mano avevo un cd di Moltheni, l’avevo fatto per lei, senza sapere niente, solo perché mi aveva sorriso.
“Sì, per te”.
Le uniche parole che uscirono dalla mia bocca mi sembrarono alquanto stupide quando, tornato a casa, tentai di ripercorrere...
Quella sera mi hai fatto diventare grande....
Non avevo bisogno di nulla.
Il tuo tutto è meno del mio niente.
Ero partito per scherzo, perché non sapevo che cosa fare dalla mia estate, non sapevo cosa fare della mia vita.
Non che ora io lo sappia, sia chiaro.
Non ho ancora deciso cosa fare della mia estate.
Sic est autem:
la casetta di legno sulla collina, in mezzo alla pineta.
Quel casino tutti i giorni a tutte le ore.
Mai dormito...
(A volte) Mi godo il paesaggio.
L’hai mai provata quella sensazione di nausea?
Quando dal tuo treno fermo in stazione vedi quello in fianco ripartire.
Credo sia una specie di cortocircuito del tuo sistema nervoso: gli impulsi che provengono da quei minuscoli ossicini all’interno del tuo orecchio, quelli che governano il tuo equilibrio, per un istante si scontrano con i segnali che il tuo nervo ottico trasmette...