Hic Manebimus Optime

Ci sono mille ragioni per cui un povero cristo comincia a scrivere.
Queste sono le mie.

Ovvero Andrea ha delle ragioni che la ragione non sa comprendere.

Siamo cresciuti pensando che la felicità sia una palafitta su un qualche atollo tropicale.

Ci hanno sempre raccontato che se avessimo bevuto quel tipo di acqua saremmo stati più belli e più magri,

che se avessimo preso quelle pillole non ci sarebbero caduti i capelli o non saremmo mai stati stanchi.

Ci hanno sempre abituato -disabituato sarebbe meglio- a pensare che c’è sempre qualcosa di abbastanza grande per colmare il vuoto. Quando il led 56’ 3d 600 hz non basta più ci sono sempre zio xanax, cugino zoloft, babbo minias.

Così ogni sera mi sono addormentato sempre più tranquillo, convinto che la felicità fosse un diritto, che bastasse aspettarla come aspetti i saldi per andarti a comprare la cintura di fendi o il mocassino Tod’s

e me ne sono dimenticato.

Mi sono dimenticato di come quella volta, di come tutte le altre volte, fossi partito con quella unica e sola convinzione:  ”io so stare in mezzo alla gente”.

Io so stare in mezzo alla gente.

C’è stato un momento preciso della mia vita in cui l’ho capito, in cui ho compreso come un’illuminazione che l’attenzione, lo stupore, l’attesa negli occhi di chi hai di fronte, sono la mia dose di serotonina. Sono la mia tavola che plana davanti al picco dell’onda, il suo viso quando chiude gli occhi prima che io la baci.

Mi piacciono le persone, come quella volta che ho visto quel ragazzo con la sua Vespa e, senza conoscerlo, ti ho raccontato la sua vita.
Mi piace stare in mezzo agli amici perché tutto quello che faccio e che sono diventato lo devo a loro, perché quando seguo la mia strada ogni tanto loro mi tengono compagnia per un pezzo, anche se fa freddo, anche di notte, anche quando quando ci si perde.

Io so parlare con gli altri ed io vedo cosa hai dentro.

Ti capisco senza il bisogno che tu debba aprire bocca.

Vedo quando sei triste o preoccupata o quando hai paura

anche se di tanto in tanto dimentico di esserne capace.

Non stamattina mentre cammino, la solita canzone, il sorriso che mi tiene in equilibrio tra la felicità ed il pianto, il tuo odore sulla mia faccia.

Questione di istanti: non mi serve nulla.

Sei il libro che mi aspetta di fianco al letto stasera

e che non vedo l’ora di leggere.

  1. hic-manebimus-optime posted this
Comments
blog comments powered by Disqus