Hic Manebimus Optime

Ci sono mille ragioni per cui un povero cristo comincia a scrivere.
Queste sono le mie.

Ovvero Andrea ha delle ragioni che la ragione non sa comprendere.

Quando sono con te.

Abbiamo viaggiato in un equilibrio precario, io e te.

Leggeri, come se da un momento all’altro dovessimo tornare indietro, 

come se non fossimo mai partiti.

Solo perché mi piace il sapore della tua bocca.

Solo perché mi fai ridere

perché anche tu, come me, non sai dove andare.

Eccomi. È inverno e c’è la nebbia quando ti riporto a casa

e quando torno alla mia non vedo la strada.

Non la vedo mai

quando sono con te.

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